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domenica 22 febbraio 2009

Ci sono mattine che


Alle 8 di questa domenica mattina il calorifero della camera da letto di Pilar e della Maggica esplode. La Lady si desta arruffata da uno strano sogno dove era tornata al liceo e doveva fare una verifica di filosofia con il professore di Sociologia. Vai a capire la sua crapa... La family si sveglia e si mette ad asciugare, pulire e sbiancare tutto l'asciugabile, pulibile e sbiancabile.


Alle 9:15 di questa mattina Pilar scopre che son finiti i Pandistelle. Si placa sufficientemente con mezzo pacchetto di Gocciole èstradarc.


Alle 10:45 di questa mattina, mentre Pilar terminava un cartellone sul pane (una specie di installazione d'arte povera comprendente spighe, maccheroni e trebbiatrici), rifletteva col Primogenito e La Maggica sul destino della macchina nuova, La Mizzu...

... il colore è perfetto: non si capisce nemmeno quando è sporca...
... massì, non è una megamacchina, ma per noi va benone...

... è proprio comoda: si parcheggia come fosse un motorino, non ingombra nemmeno un posto auto...

...sì, è vero, anche nel cortile ci sta bene: anche se Mr P. parcheggia col culo, rimane lo stesso abbastanza spazio per metterla a posto...



Alle 10:58 di questa mattina, la Signora B., oggetto del desiderio dei pensionati condomini, partendo col suo SUV a tutto gas in retromarcia per uscire dal cortile, centra in pieno il fianco destro della Mizzu.
I tre fratelli si sporgono per vedere l'accaduto: Pilar e La Maggica sono sbalordite, cheddiamine, anche facendo apposta, bisognava impegnarsi per andare addosso alla Mizzu.
Disgraziatamente Primogenito si lascia andare ad un "Ohccàzzo!", che alla signora B. fa perdere totalmente il controllo e il bonton che di solito la contraddistinguono: "ooohhh! cazzo a me non lo dici, eh!! io cazzo no!!".
  1. Pensiero della Magica: Opporc'!
  2. Pensiero del Primogenito: ---
  3. Pensiero della Pilar: che singolare costruzione della frase...


Primo: Ma signora, cazzo è un'esclamazione!
Mrs B.: Cazzo a me non lo dici!! io non sono cazzo!!
Primo: Ma cazzo, signora, cazzo è un'esclamazione!
Mrs B.: A me cazzo non lo dici! Porcaputtana!




Ci son mattine che sarebbe meglio passare direttamente al pomeriggio.

domenica 8 febbraio 2009

ciao. sigh.

Insieme hanno condiviso giorni piovosi, afosi, nevosi, nebbiosi come solo la Brianza sa regalare.
Quando lei si sentiva un po'giù di morale, Pilar la incoraggiava; e quando Pilar non se la sentiva di uscire, lei con la sua forza le ricordava che non bisogna mai abbattersi.
Entrambe sapevano che questo giorno sarebbe arrivato, presto o tardi, ed entrambe cercavano di non pensarci, e di vivere le ultime avventure insieme come fossero le prime.
Quando se n'è andata, la fatina non ha neppure avuto il tempo di salutarla: è tornata a casa, e lei non c'era più. Avrebbe voluto darle un ultimo abbraccio, ma forse è stato meglio così: gli addii e le smancerie non fanno pendant con Pilar.
E quando riemerge la malinconia dei bei giorni passati insieme, Pilar cerca di essere positiva: dopotutto, non è mica morta.
Cioè.
Magari sarà nelle mani di qualche ragazzino neopatentato che, per avere un bolide nuovo di zecca, farà di tutto per farsi tamponare all'uscita dalla discodisco.
O forse sarà la nuova amica di una badante africana profumata di cumino.
Una cosa è certa: anche se separate, non si faranno mettere i piedi in testa da nessuno.

Ciao, Tata.


sigh.

sabato 24 gennaio 2009

Fermatelo.


Tre ore e venticinque minuti a navigare su internet.
Non Pilar.
Il Papo.

A fare che?
  • a cercare le case dei parenti su Google Earth.
  • a cercare suoi omonimi su Facebook, senza essere iscritto, per poi dichiarare tanto stupito quanto tronfio:" Oillòc'! Questo sono io ma non sono io!"
  • a invitare amici ad unirsi alla squadra Over60 di tennistavolo.
  • a spettegolare via mail con il suo socio di marachelle condominiali. Tema: la signora B., leggendaria signora singòl protagonista delle fantasie (oramainonpiù)sessuali dei vicini.
  • a cliccare su improbabili link tipo "Hey, fantastico! Sei il il fortunato vincitore di una vacanza alle Barbados! Sei troppo fico!"
  • a cercare un casolare sperduto nella campagna toscana di proprietà di una qualsiasi selebriti d'oltreoceano, talmente stupida da assumerlo come custode per tutto l'anno.
  • a cercare di capire il funzionamento di E-bay.


Si spera che almeno quest'ultima ricerca non vada a buon fine.

domenica 7 dicembre 2008

E il gelo fu


Si dice che ad unacertaetà i difetti che per una vita sono stati sopportabili ai più, diventino insopportabili per tutti. Tipo: se sei uno che parla un sacco, a sessant'anni vieni colto da logorrea logorante, sicchè tutti quelli che ti conoscono ti evitano come fossi uno del Club degli Editori in piazza Duomo.
Ecco, al papo della Pilar è successo un po'così. Ma lui non è logorroico: semplicemente, è testardo.

E quindi la storia è questa.
A Natale di qualche anno fa, la zia non sapeva cosa regalare al Papo. Dopo avergli preso decine di palline da pingpong (tennistavolo, percaritàddivina), e altrettante decine di bottiglie di liquori di varia origine e natura, la zia entrò in un negozio di elettronica ed ebbe la sciagurata idea di comprargli un termometro fighissimo, di quelli che misurano la temperatura esterna e interna alla casa, che ti dice che ore sono e che ti avvisa con un bibbìp se c'è il pericolo di gelate.
Fu così che iniziò il delirio paterno.
Perchè quel fottutissimo bibbìp si sente giorno e notte, ad intervalli di trenta secondi, e se non schiacci un bottoncino inizia a sclerare e a farsi più insistente: bibibbìp!! bibibbìp!! bibibbìp!!
E il Papo, ritenendo di essere il più scaltro esperto elettronico dell'universomondo, da quattro anni a questa parte, ogni volta che sente quel rintocco, si preoccupa, la sua pressione arteriosa comincia a dare in escandescenze e le palpitazioni si elettrizzano: "Uh! che è?? uè, siamo a meno due! ME-NO DU-E! ohmmarònn'! mmò schiaccio qui ... e vediamo s esuona ancora!"
E il termometro, incurante della digitazione paterna, dopo 30 secondi ricomincia a bippare...
"Uè! F'tiènt'! chessuoni affare??*" e pigia.
--- bibibiìp! bibibìp! ---
"all'anem'i chi t'è mmuort'!**" e ripigia.
--- bibiìp! bibibìp! bibibbìp!! ---
"oh! strunz'!" --- bibbibibibìp!! bibibibbibibìp!! ---

E via così, non si finisce mai.
Vane si sono rivelate le battute sarcastiche dei figli, vane le lamentele della dolce consorte, vani gli smontaerimonta notturni (perchè quel COSO si sente pure se lo chiudi in un cassetto della cucina e chiudi la porta, dannazione!).
Il Capofamiglia, testardo come un mulo, si rifiuta di togliere quelle dannate batterie e/o di liberarsi dalla schiavitù di tale ammenicolo.

Bèh.
All'alba delle 5 di questa mattina Pilar, scendendo in cucina a rifornirsi d'acqua naturale (semighiacciata), ha trovato il capofamiglia in pigiama, seduto sullo sgabello regale, che con gli occhi a fessuretta smadonnava contro la scatoletta elettronica...

Pilar: papo, ma cheffai, non dormi??
Papo: mannaggiallui!
Pilar: papo, dai, levagli le pile e torna a dormire...
Papo: NU! è a meno due virgola cinque, adesso vedi che non suona più...

--- bibbìp! bibibìp! bibibìp!! ---

Papo: ma vvafangùl atte e a chi t'ha fatt'!

... e il gioco ricomincia...



* trad: hey, tu, fetente che nno sei altro, perchè ricominci a spaccare le balle?
** trad: alla faccia dei tuoi predecessori!

domenica 3 agosto 2008

'tacci sua!


Ma sulle spiagge sono proprio indispensabili i venditori ambulanti??
Adesso non aizzatevi subito, cari anonimi che, non si sa perchè, avete smesso di commentare via mail e dovete dare i numeri pubblicamente.
Il motivo c'è, e vi viene spiegato.
Il fatto è che il Papo della Pilar quando sta in spiaggia, smania: non riesce a stare fermo, zitto, rilassato. Nono, lui deve interagire.
Attacca bottone con i vicini di ombrellone perchè sente che hanno l'accento di casa sua, con il ragazzino sordo/cieco/muto che ti lascia i gioppini sulla sdraio e poi se li viene a riprendere coi soldi (?), col bambino che fa i castelli di sabbia, con la sciura dei bomboloni E coi venditori ambulanti.
Chiacchiera oggi, chiacchiera domani, ecco che il leggendario braccino corto del papo inspiegabilmente s'avvicina al portafogli, sicchè presto o tardi ti arriva a casa con aggeggi quantomai improbabili.
Quest'anno è stata la volta della Racchetta Ammazzazanzare.
Trattasi di una racchetta, perlappunto, color verde fluorescente, con una retina (o come si chiama) particolare che, schiacciato l'apposito tasto, lancia una scarica elettrica in grado di fulminare le alette dei poveri insetti che si trovano a tiro, lasciandoli agonizzanti sul pavimento.
E poi tu li finisci.

Da una settimana, non hanno scampo:
- innocui moscerini (tanti, tantissimi)
- i polpacci di Pilar
- le dita della sorella
- il didietro della mamma.

Ogni tanto, miracolosamente, anche le mosche e le zanzare vengono acchiappate da tale strumento di tortura, e allora succede che la racchetta fa zz-zz-zzzz zzzwìììpp, e si sente odore di pollo bruciato.
Bene.
Adesso moltiplicate rumore e puzzetta per minimominimo centinaia di volte al giorno.
Moltiplicate le scosse ricevute (a vuoto).


Poi direte anche voi ... dannato venditore ambulante! 'tacci sua...!




Dlin dlon

La Direzione informa che tale (inutile) strumento di tortura è disponibile di ibèi.