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domenica 3 agosto 2008

'tacci sua!


Ma sulle spiagge sono proprio indispensabili i venditori ambulanti??
Adesso non aizzatevi subito, cari anonimi che, non si sa perchè, avete smesso di commentare via mail e dovete dare i numeri pubblicamente.
Il motivo c'è, e vi viene spiegato.
Il fatto è che il Papo della Pilar quando sta in spiaggia, smania: non riesce a stare fermo, zitto, rilassato. Nono, lui deve interagire.
Attacca bottone con i vicini di ombrellone perchè sente che hanno l'accento di casa sua, con il ragazzino sordo/cieco/muto che ti lascia i gioppini sulla sdraio e poi se li viene a riprendere coi soldi (?), col bambino che fa i castelli di sabbia, con la sciura dei bomboloni E coi venditori ambulanti.
Chiacchiera oggi, chiacchiera domani, ecco che il leggendario braccino corto del papo inspiegabilmente s'avvicina al portafogli, sicchè presto o tardi ti arriva a casa con aggeggi quantomai improbabili.
Quest'anno è stata la volta della Racchetta Ammazzazanzare.
Trattasi di una racchetta, perlappunto, color verde fluorescente, con una retina (o come si chiama) particolare che, schiacciato l'apposito tasto, lancia una scarica elettrica in grado di fulminare le alette dei poveri insetti che si trovano a tiro, lasciandoli agonizzanti sul pavimento.
E poi tu li finisci.

Da una settimana, non hanno scampo:
- innocui moscerini (tanti, tantissimi)
- i polpacci di Pilar
- le dita della sorella
- il didietro della mamma.

Ogni tanto, miracolosamente, anche le mosche e le zanzare vengono acchiappate da tale strumento di tortura, e allora succede che la racchetta fa zz-zz-zzzz zzzwìììpp, e si sente odore di pollo bruciato.
Bene.
Adesso moltiplicate rumore e puzzetta per minimominimo centinaia di volte al giorno.
Moltiplicate le scosse ricevute (a vuoto).


Poi direte anche voi ... dannato venditore ambulante! 'tacci sua...!




Dlin dlon

La Direzione informa che tale (inutile) strumento di tortura è disponibile di ibèi.

giovedì 24 luglio 2008

Pilar, il mostriciattolo e la portafinestra


ciao... cosa fai?
perchè scrivi?

cosa scrivi?

uh, come sei velòòòòòcee!

adesso dove vai?
perchè vai in bagno?

anche io ho il bagno lì.
però ho la doccia, non la vasca.

che belli, quei pantaloni bianchi!

anche io li ho. però i miei sono più belli perchè hanno i fiori gialli e rosa
a me piace il giallo
però di più il rosa
perchè il rosa è da femmine
i maschi invece hanno l'azzurro

ma certe volte anche il verde, quello scuro e brutto
hai già mangiato?
che cosa?
io invece ho mangiato il tè al limone, un po'di pane...
poi le costine, le patate fritte e le zucchine
no anzi le zucchine no
solo una

adesso cosa fai?

posso aiutarti a bagnare le piante?

ma io sono fòòòòrte!!

guarda qua che muuuuscoli!

io tiro sù anche la mia mamma e mio fratello!
no, non insieme.

ah... allora posso guardarti?

perchè usi la mano di lì?

guarda che si deve usare l'altra mano, eh!

dai, prova a usare l'altra.... dai!!! daiiiii!! daiiii!!

ahahahah! ti sei bagnata!! lo sapevo!!!




Pilar dovrebbe ricordarsi che dalla portafinestra della cucina potrebbero insinuarsi strani mostri appiccicosi ed estremamente difficili da debellare.


Dlin dlòn
Per precauzione nei vostri confronti, si rende visibile l'aspetto del mostro appiccicoso.
Sia mai che lasciate aperta anche la vostra finestra...

mercoledì 28 maggio 2008

Lo Spirito della Maèèèstraaah


Di fronte alla casa di Pilar abita un bambino.
Ha 13 anni, ma la sua testa s'è decisa di averne dieci di meno.
Sì, poverino.

Da una settimana trascorre TUTTO il pomeriggio ascoltando ININTERROTTAMENTE e al massimo volume la Macarena.
Una settimana prima andava Booooooombaaah! e quella prima ancora Il Meneito.
Oggi va per la maggiore Gingòl Bèls.

Dopo il millesimo ascolto di suddetta musica, i pensieri di Pilar sono stati, nell'ordine:


  1. nuh! ancora gingèl bèls no!
  2. caz'!
  3. mèrd'!
  4. merdamerdamerdamerdaMERDAAAAAHHHH!!!!!!
  5. ma quel registratore non si rompe?
  6. te lo rompo, quel registratore!
  7. te lo rompo in TESTA, quel registratore!!
  8. te lo rompo in testa, poi ti spacco anche quella!!!


Poi lo Spirito della Maèèèèèstraaah s'è fatto vivo.
E la Lady ha pensato di masterizzargli il ciddì Confessions on a dancefloor...


...continua (?)...

domenica 27 aprile 2008

La Molesta Viaggiatrice


Dio ce ne shcampi e libberi, come direbbe Michele il Papo nella sua lingua natìa.
Quando Pilar fa un viaggio in macchina diventa molesta, irriverente e spaccaballe che come lei nessuno mai (la citazione cinematografica è scontata, non ve la si chiede neanche).
Il degenero avviene però gradualmente, seguendo tappe ben specifiche.

Fase 1 (incipit)
Pil: tu non hai sonno?
Crazòn espinado: no, ho preso un caffè.

Fase 2 (la casualità)
Pil: certo che stamattina ci siamo alzati presto, nèh...
Ce: è l'unico modo per arrivare lì in un orario decente... ma se sei stanca puoi reclinare lo schienale del sedile e riposarti un po'
Pil: nono, voglio farti compagnia! non è giusto che guidi da solo! anzi, se vuoi guido un po'io!
Ce: NAH! sta' lì, da brava.

Fase 3 (la negazione)
Pil: ...fa niente se tiro giù un po'il sedile? Ma guarda che non dormo eh, non ho mica sonno!

Fase 4 (la quiete)
Pil: (bocca semiaperta, testa abbandonata contro la cintura di sicurezza, fronte appiccicata al finestrino, braccia decorosamente conserte*) Zzzzzzz... zzzzzzz... zzzzz...

Fase 5 (2 ore dopo, il ritorno)
Pil: mh... ehm... mi sono addormentata, scusaaa!!
Ce: eh, me ne sono accorto.
Pil: Se vuoi adesso guido io!
Ce: NO-NEEE!
Pil: allora posso sentire la radio?
Ce: sì, ma non cambiare mille stazioni, che sennò mi rompo
Pil: sìsì, vedrai, non ti darò nessun fastidio!

Fase 6 (mezz'ora dopo, fino all'arrivo, la tempesta)
Pil: (con una mano vicino alla bocca a mo' di microfono e l'altra che compie improbabili coreografie che neanche la Carrà...) e-e-e-andèr mai amb-rèlla e-e-e...
Ce: sigh
Pil: ei mistèr diiiigei putarecordòn ai uònna dèns uit mai beibeeee tunztunzettunz ènd uèn de miusic stòòòòp...
Ce: _ _ _
Pil: iu gòt mi bègghin iu for morsi... ièèèièèèièèè... uài uònt iu e-i**
Ce: _ _ _
Pil: brrrrr fibra a-a-a fibra titolgodalmiostereo perchè por-ti sfiga!
Ce: sob.



* N.B.:una Lady si riconosce anche in questi momenti
** ei = testo non pervenuto

lunedì 31 dicembre 2007

L'ultimo capodanno dell'umanità


La fine è arrivata.
Hanno iniziato i vicini-didietro, hanno risposto quelli in-fondo-a-destra, e ora pure il fratello di Pilar è uscito dal balcone con un paio di minibombe in mano e qualche razzo infilato nella taschina delle braghe del pigiama. "Vediamo se questi sono all'altezza" ha detto.
All'altezza di chi?
Vicini #1: i Bonzoni. Enorme famiglia (in tutti i sensi) giunta dalla calabria, padre e figlio maggiore sono agli arresti domiciliari, l'adolescente quasi e il piccino è sulla "buona" strada. Dotati di superrazzi d'importazione, iniziano i preparativi dell'ultimo dell'anno già a Ferragosto e li terminano alla Befana.

Vicini #2: di solito si associano ai precedenti, ma frange sovversive tendono a dissociarsi, per dare sfogo alla fantasia con bombe multicolore provenienti dall'Est.

Vicini #3: almeno tre generazioni diverse convivono nella stessa casa, quindi anche a capodanno ciascuno dà il proprio contributo. I Vecchi restano sui bòtti classici e casinisti (razzi & co.), i Grandi si sbizzarriscono con quelli di nuova generazione (sono gli invidiati detentori della Finanziaria) e i Piccoli son quelli che ti buttano i petardi sotto le scarpe.

Vicini #4: i Brianzoli sono più artistici: meno casino, più luci. Possibilmente verdi e, come disse la mamma di Pilar una volta:"Uh! Guarda! Sono a forma di foglia!".


A questi elementi riponde il Fratello.
Dal balcone della fatina, naturalmente.


In armonia con questo post, si consiglia la lettura del racconto "L'ultimo capodanno dell'umanità" contenuto in "Fango" di Niccolò Ammaniti, o la versione in fumetto "Fa un po' male". Oppure per gli appassionati di cinema e per chi desidera vedere una scena di nudo integrale della Bellucci, può bastare la versione cinematografica di Marco Risi "L'ultimo capodanno".


E dopo questa sciorinatura di STUDI ALTI, la Pil vi augura un buon 2008 .
Tiè.

lunedì 16 luglio 2007

ZanzaBrianza


Le zanzare comuni, quelle che si trovano in ogni luogo prevalentemente nel periodo estivo, hanno corpo allungato, zampe esili e due ali strette e trasparenti. La testa è munita anche di lunghe antenne.

La ZanzaBrianza no. Quella è grassa, ha gambe anzichè zampe e ali spesse e potenti.

Le zanzare comuni sono lunghe al massimo 15 mm e pesano da 2 a 2,5 mg. In volo raggiungono la velocità da 1,5 a 2,5 km/h.
La ZanzaBrianza no. Lei è lunga almeno 2 cm e pesa parecchio. Davvero, è una bonza, ma nonostante questo riesce a raggiungere velocità considerevoli, soprattutto se nelle vicinanze giace comodamente una fatina di nostra conoscenza.

L'apparato boccale è lambente nei maschi che si nutrono di essenze vegetali e pungente-succhiante nelle femmine che in molte specie sono ematofaghe cioè si alimentano di sangue.
La ZanzaBrianza no. Questa fetente non succhia sangue: piuttosto, ti sbrana la carne. Ti divora benbene, e solo se non ha più nulla da sgranocchiare allora si accontenta di ciucciarti un po'di sangue.
A differenza delle altre zanzare, inoltre, TE LO VIENE A DIRE NELL'ORECCHIO: prima ti riduce ad un unico bozzo gigante, rosso e pruriginoso... e poi ti si inserisce nell'orecchio per venirtelo a dire mentre dormi pacifica: Ziiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii.
Ma porcavacca: vuoi pungere 'sta povera crista della Pilar?
Pungila!
Ma perchè diavolo devi pure rovinarle il sonno??!!

La lotta all ZanzaBrianza ha ormai raggiunto dimensioni epiche.
Prima ha provato con varie sostanze da spalmare sulla pelle (che non è particolarmente piacevole, soprattutto dopo aver fatto la doccia). Nulla.
Poi è passata ad una apparecchietto che si applicava ai pantaloncini e che emetteva un fischio leggero che, come sosteneva il negoziante, dava fastidio alla bestia. Nessun risultato.
Successivamente ha provato con zampironi, bombolette spry di varia natura e svariati composti più o meno naturali. Nientediniente.
Allora ha comprato tutto il comprabile alla CITRONELLA, ha circondato casa di gerani, rosmarini e altro. Nada.

La ZanzaBrianza è indistruttibile.
Non c'è gara.
Arrendiamoci all'evidenza.

venerdì 29 giugno 2007

*#@§!$£%*!


Possibile che ogni volta che Pilar deve dormire, uno dei sui vicini di casa A TURNO debba tagliare prati, regolare siepi o deforestare il giardino?
Avete un fetentissimo quadrato di erba. Volete metterci la cappelletta per la Madonna?
Mettetela.
Volete recintare tutto con piante e fiori d'ogni tipo?
Fate pure.
Impazzite dalla voglia di costruire una cuccia per il vostro Fido?
Va bene.

PERo'

ci sono degli orari da rispettare.

Qualcuno (una fatina a caso) potrebbe non aver dormito bene in queste notti. E mettiamo anche che abbia la fortunata occasione di restare a letto un pochino di più.
TU NON PUOI METTERTI A SEGARE TRAVI ALLE OTTO DEL MATTINO.

Qualcuno (una pirla qualsiasi) potrebbe essere stata incaricata di curare la piccina dei vicini, che la sfiga ha voluto dotare di corde vocali capaci di tonalità che neanche la Callas in persona raggiungerebbe. Sarebbe piacevole vederla addormentarsi serenamente qualche oretta.
TU NON PUOI TAGLIARE LO STESSO CENTIMETRO D'ERBA PER DUE ORE. DUE ORE!!

Qualcuno (una fessa tra i tanti) potrebbe tornare dal lavoro e desiderare un momento di decompressione dalle ansie della giornata trascorsa con una capa sul groppone con l'abitudine di chiedere le cose con quel tono da... da... vittima.*
TU NON PUOI TAGLIARE TUTTE LE PIANTE DEL TUO GIARDINO DALLE SETTE ALLE NOVE DI SERA.


Se compi queste attività, caro mio, non solo non sei normale e avresti bisogno di farti vedere a uno parecchio bravo ed esperto; ma attirerai le ire funeste delle fatine che ti stanno accanto.
Guardati le spalle, brianzolo del menga: la vendetta può arrivare da un momento all'altro.
E'una minaccia.

(La fatina ha decisamente bisogno di dormire. CHI HA ORECCHIE PER INTENDERE...)

*Esempio di tono normale: "Pilar, mi passi quei documenti, per favore?"
Esempio di tono della Capa: "Pila-ar? Mi pa-assi quei docume-enti-i?" con tanto di broncio e occhi tristi. Olè.