
Eh, ok.
E' tornata da una settimana trascorsa in Grecia e Pilar è appenappena abbronzata.
Grazie di averglielo rinfacciato ripetutamente.
Percarità, non vi sforzate di dirle "Oh, che bel colorito che hai preso!" oppure "Che bella carnagione! Si vede che sei stata OREEORE sotto il sole!".
Sicchè è andata a farsi una doccia solare.
Dato che non siamo Sguìzzeri (come direbbe la Loren) e qui non c'è mica il selfsèrvis (come provò Alittam), la Lady è entrata in un centro abbronzante. Per la prima volta in vita sua.
Dopo aver suscitato l'ilarità generale ("Cioè... in 26 anni non hai mai fatto una doccia solare?? Naaaah!!!"), le sconcertate sciurètte l'hanno accompagnata nello stanzino.
E già lì dentro, mentre le illustravano le straordinarie capacità abbronzanti di questi macchinari ultrainnovativi e supersicuri, le mancava l'aria.
Ma non poteva più tornare indietro.
E allora rimane in costume, si chiude nel camerino, fa un respirone, apre la porta ed entra nella capsula interspaziale.
Tuuuuuuu.
Ommarònn'.
Tutto quanto s'accende di un azzurro intensissimo.
Tuuuuuuu.
Si aziona una megaventola sopra di lei.
Oddio, sono così stretta.
Non ci pensare. Non ci pensare. Non ci pensare.
Oddio, sono stretta, devo tenere gli occhi chiusi e non so come girarmi.Non ci pensare, percarità, non pensarci.
Porcoboia, cosa diavolo m'è venuto in mente. Che poi il pallore può anche essere portato elegantemente. Respira. Calma. Calma.
Quanto manca? Ancora 8 minuti??? Oddio, muojo.Mantieni la calma, cazzo. Pensa ad altro.
Ad un certo punto, se qualcuno fosse entrato in quella stanzetta claustrofobica, avrebbe visto una Lady che, aggrappata ai maniglioni sopra la sua crapa, la faccia rivolta al soffitto alla disperata ricerca di aria e con il sedere all'insù ("che sennò ti rimangono i segni bianchi", disse la sciurètta), emetteva profondi respiri come quelli che insegnano alle donne incinte.
Magari domani andrà al lago a prendere il sole...





