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giovedì 18 dicembre 2008

La Morte a cavallo. Ovvero: quando la follìa raggiunge vette inesplorate.


Alle sette il cellulare si mette a bippare.
Pilar si sveglia, s'allunga, si stiracchia, stropiccia gli occhi.
Beve dal bicchiere che ogni mattina l'aspetta sul comodino, poi va in bagno.
Si sente bene, riposata e serena, finchè non realizza di essersi appena svegliata da quello che doveva essere un incubo.
Ha sognato la Morte.
Per tutta la mattina rimane un po'scossa e perplessa; non tanto per il sogno in sè, piuttosto per non essere preoccupata d'aver sognato la personificazione della Paura.
Alla fine, decide di confidarsi col suo Corazòn.


Pilar: Ho sognato che la Morte veniva a prendermi. Erano dei cavalieri neri (credo due), col mantello nero, il cavallo nero e forse anche delle sciabole nere. Mi cercavano, ma io mi nascondevo in una specie di monastero... bho... a pensarci bene sembrava il chiostro dell'università, in via Festa del Perdono. Ma io non ero mica spaventata! Cioè, mi nascondevo, ma non ero terrorizzata... Alla fine mi hanno trovata, si sono messi davanti a me. I cavalli sbuffavano nel freddo. Poi mi sono svegliata. ... Allora cosa dici?



Corazòn: Orbene, se non me lo dicevi, potevi giocare i numeri al lotto. Oramai non vale più, perdincibacco!



Sigh.

lunedì 15 settembre 2008

Dah dah!


Pilar sta facendo colazione in cucina.
E'seduta al suo posto, quello incastrato tra la porta e il frigorifero.
Sorseggia il succo alla pera, e ogni tanto dà una sgranocchiata a un Pandistelle.
Quando allunga il braccio per prendere un biscotto, si accorge che dall'altro lato del tavolo c'è un marmocchio. Uno di quelli col bavaglino e la testa tonda che pesta goduriosamente le mani smarmellatose sul tavolino del seggiolone.
Splat splat!
Pilar getta uno sguardo torvo sulla stanza.
Nessun altro in cucina a parte loro.
Dah dah!
Sicchè, chiede le doverose delucidazioni alla madre, che risponde dal piano di sopra:

Pil: Maaaa'!!? Da quando ho un fratellino??

Madre: Fratellino??

Pil: C'è un moccioso, qui in cucina!

Madre: Ma Pil!! Cosa dici?! E' tuo figlio!!





E la fatina si sveglia.
La maglietta del pigiama appiccicata alla schiena.
I capelli ingarbugliati intorno al collo.
La bocca drammaticamente felpata.
Lo stesso affanno del dopocorsa.



Dlin dlon!
Pil, fai una cosa utile alla tua salute mentale, per favore: domani mattina, fiòndati di buon'ora dalla farmacista Occhiblù.
Sù, da brava.

sabato 24 maggio 2008

Complicanze metereologiche


Vi siete accorti che piove da un macello di tempo?
Nopperchè semmai ve ne foste dimenticati, i tiggì non perdono certo l'occasione di deprimervi ancora di più. Eh.


Comunque sia, Pilar se ne stava in casa da troppo tempo.
Le energie che solitamente usa andando a correre, a pattinare, a passeggiare, insomma a stare all'aria aperta, erano sprecate. Questa primavera va così, freschina e fradicia.
Che neanche Londra*.
Alla terza settimana consecutiva di pioggia, cominciava a dare fuori di matto.
Claustrofobia, forse.
Basta tele.
Basta libri.
Basta musica.
Basta internet.

S'è messa a impastare.
Pasta fresca, ragazzi.
E biscotti, e crostate, e pasticcini come se piovessero.
Solo che, impasta un giorno, impasta sue giorni... impasta 'na settimana, impasta un mese... alla fine doveva succedere.
La bilancia s'è sclerata: "Mòbbasta!" ha detto.
Vìggiùro.
Adesso non si vedono più i numerini, solo cinque linee dritte come soldatini.
'orcaloca.
Sicchè Bilancia s'è alzata in piedi. Cioè no, in piedi no perchè lei i piedi non ce li ha. Però era verticale, e facendo perno sugli spigoli inferiori se n'è andata. Come il candeliere, la pendola e la teiera del cartone La Bella e la Bestia.
Gesummaria.
"Che è?, t'aspetti 'n applauso?" ha chiesto alla Lady.
E' uscita dalla portafinestra della cucina.
Ha guardato a destra e a sinistra.
Pioveva ancora.
"Merda! Non posso neanche andarmene!" ha sbuffato.
E s'è seduta sul gradino del portico.






Poi s'è svegliata.



*Eh, Vivi...!