sabato 2 febbraio 2008

Sogni e delitti


Se avete intenzione di vedere il film, non leggete. Andate in altri lidi.

Dunque, la storia è di 100 minuti circa.
Venti minuti:
C'è un fratello figo e uno scamuzzo.
Il Figo è innamorato perso di un'attricetta di facili costumi ed è tanto fesso da credere che, se avesse i soldi per scappare in California (a Ollivùd, perchè se una cosa va fatta, va fatta come si deve), la fanciulla sarebbe in grado di mettere la testa a posto e non gli metterebbe più le corna.
Lo Scamuzzo convive con una tizia e sperpera un bòtto di soldi giocando a carte e scommettendo ai cavalli. Ma è talmente malato di testa che s'indebita pure con gli strozzini.
Menomale che ci pensa lo zio ricco, talmente ricco che è corrotto.
Lo zio potrebbe aiutare i nipotini Figo e Scamuzzo, ma un suo ex dipendente vuole smerdarlo ad un processo. Allora lo zio furbetto dice: "Io vi regalo un macello di soldi a testa per esaudire i vostri desideri, nèh, però voi dovete far fuori 'sto stronzetto che vuole far cadere il mio impero miliardario".
Trenta minuti:
Pensa che ti ripensa, pensa che ti ripensa...
Trenta minuti:
Figo e Fesso dicono sì. E ammazzano lo stronzetto.
Quindici minuti:
Lo zio è contento, il processo non si fa più e i nipotini si bèccano un sacco di sterline.
A questo punto si cincischia abbondantemente, col Fesso che c'ha i sensi di colpa mentre il Figo fa il ganassa con la tettona. Qui il Bandolero della Pilar perde temporaneamente coscienza sulla poltrona.
Lo Scamuzzo non dorme per giorni, si mette pure a parlare da solo, tanto che lo zio e il fratello Figo si cacano sotto e decidono che pure il Fesso deve essere fatto fuori.
Cinque minuti:
Il Figo non riesce ad ammazzare il suo fratello, preferisce litigare. Però il Fesso è pure Sfiguz', e senza volerlo ammazza il Figo. Poi si suicida, mentre le morose si comprano camiciole frùfrù a Chensintòn.

Fine della solfa.

Pil: "Ma che, è finito??"
Il Corazòn Espinado: "Oh! E' finito!"
Fine della solfa.


Indice di gradimento trilogia inglese:
  1. Scùp
  2. Mèchpoint
  3. Sogni e delitti.

mercoledì 30 gennaio 2008

Missing


Sono sparite.
Dove sono andate, non ci è dato saperlo.
Ma le tette della Pil non ci sono più.
Forse stanno scioperando, stufe di essere rinchiuse in quelle trappole di stoffa.
Forse hanno pensato di farla finita, avvilite dall'accanimento di Madre Natura nei loro confronti.
Forse sono impegnate ad aiutare Marini nell'incarico esplorativo.
forse sono andate in Cina alla scuola di tifo (magari, incitandosi a vicenda...).
Fatto sta che alla Pilar i soliti reggiseni stanno larghi, formando un vuoto NON sulle costole (il che indicherebbe un dimagrimento) bensì proprio sulle coppe.
Eccheddiamine.
Tornate, care, le mancate tanto.

lunedì 28 gennaio 2008

Dai un bacio a chi vuoi tu


Storia da Bibliotecaria.


In TUTTI i film si vedono dei gran baci. Morbidi, avvolgenti, sensuali, romantici... al che, t'aspetti di emozionarti...

Oggi in biblioteca è arrivata una ragazzina di quinta elementare...
R - mi dai un libro come quello di mia sorella?
Pil - che libro ha letto tua sorella?
R - "Scusa ma ti chiamo amore"
Pil - (Moccia, e tte pareva...) eh, ma quello è per grandi...
R - ma in quello per la mia età non ci sono i baci!
Pil - massì, qualcuno c'è! guarda... (e la fatina le fa vedere qualche libro, che però non sembra soddisfare la fanciulla)
R - no, questi sono baci diversi...
Pil - mh... allora, prova con questo... (anche se sa che le è SEVERAMENTE VIETATO, Pilar le mostra un libro per adolescenti)
R - no, io voglio i baci come quelli dei film!
Pil - e perchè vuoi un libro?
R - perchè così un po'me lo invento io... Ma non c'è un libro per bambini con i baci da grandi??(ad alta voce)

Detto questo, dietro di lei arriva la mamma che le si avventa sul braccio, le dà uno strattone e, dopo aver fatto ridere le persone intorno con una ramanzina di quelle storiche, la porta via dicendo: "Ma io non lo so mica dove impara queste cose!!"


Signora, sua figlia vuole solo sapere com'è fatto un bacio.
Alla tele non ti spiegano cosa senti. I film non dicono che il primo bacio sarà schifoso.
Liquido.
Viscido.
Rigido.
Assolutamente NON piacevole.


Il primo bacio fa quasi sempre schifo.
Puoi anche baciare il famoso Brad o il tuo compagno di classe brufoloso, ma non è mica sempre piacevole.
La ragazzina non lo sa.
La mamma l'ha portata via di corsa, l'ha sgridata come se avesse chiesto qualcosa di peccaminoso, che certamente non avrà il cosaggio di chiedere un'altra volta.

"Baciami, Giacomo!" è pronto dietro al pc di Pilar.

ghghgh!


Storia riemersa da un foglio trovato nella borsa della Pilar, scritta quando ancora era bibliotecaria, braccio sinistro della collega G. e sconcia educatrice secondo la capa K.

domenica 27 gennaio 2008

Serpenti e anelli


S. si avvicina a Pilar con un quadrato di cartoncino in mano, a mo' di vassoio, su cui c'è appoggiato in precario equilibrio un serpentello sottile di pongo verde.

S: tieni maestra, è per te.
P: uh! grazie! cos' è? si mangia*?
S: è un anellino di grasso.
P: (strabuzzando gli occhi) gulp! hem... che cos'è, scusa?
...dimmi che ho sbagliato a sentire, tipregotipregotiprego...
S: è un anellino di grasso! Adesso te ne faccio altri, va bene?
P: sìsì, grazie. Questi mi mancavano.



* è evidente la fissazione orale. nonostante la (finta) dieta.

sabato 26 gennaio 2008

Tutti con la maèèèstra!


Lavorare vicino a casa è un casino.
Soprattutto se fai la maestra.
Se vai a fare la spesa, trovi almeno una nonna che ti chiede se il proprio nipotino se la fa ancora nelle braghe: "Uh signur!! La signora maestra! Richiiiiii!! Guardaaaa: c'è la tua maestraaaa!!!".
Se vai dal farmacista, trovi la mammina di turno che deve assolutamente sapere se la propria piccina piange quando la sbologna a scuola ogni giorno: "Ma piange forte o piano? Angelica, basta! Vieni via dal collo della maestra! Lasciala stare!".
Se vai dal macellaio che non t'ha mai cacata di striscio, t'accorgerai che è il papà di quel bambino che disegna solo trousse di trucchi: "Mi devo preoccupare? R, basta! Staccati dalle gambe della maestra, che sennò cade! Ho detto di staccarti!!".
E se vai in piscina il sabato mattina, sei fregata.
Al sabato mattina tutte le mamme sbolognano la prole al capofamiglia, il quale immergerà i piccini nella vasca bollente, per estrarli un paio d'ore dopo esausti e con la pelle raggrinzita. E se disgraziatamente anche tu stai uscendo dalla vasca, te li appiccicherà addosso dicendoti: "Hanno detto che è la loro maestra preferita!!(chelleccapiedi!) Ecco... devono fare la doccia... li porta dentro con lei, per favore? 'chè lei è più pratica...". E i pargoli: "Sììììì!! Tutti con la maèèèèstra!!".

Mapporc'...!

venerdì 25 gennaio 2008

Giochiamo!


Pilar è andata a vedere una partita di basket.
Lei di pallacanestro ne sa quanto di fisica astronomica.
Zero.
In due ore di partita, questi sono i pensieri che le sono passati per la testa:

oddio, quanto è difficile ma quante regole ci sono?? devi palleggiare sempre, ma... perchè ad un certo punto qualcuno si ferma??

Accanto a lei i tifosi protestavano, s'incazzavano, incitavano, incoraggiavano.
evidentemente, loro ci capiscono qualcosa
Pilar no.

si palleggia sempre. e questo è già difficile. porc'! che bòtta! oh, ma questi si menano!! che stangoni, cavolo


Pilar non è fatta per i giochi di squadra. Per un po'ha giocato a pallavolo, ma nelle partite faceva pena: si spostava quando la palla arrivava nella sua direzione, non era capace di fare le battute, dopo mezz'ora in ricezione le tremavano i polsi e non sopportava di indossare quei pantaloncini-mutandoni. O- sce-ni.

Il terzo tempo è già difficile da spiegare, figuriamoci metterlo in pratica... Toh guarda: i giocatori non sono undici!

E poi nei giochi di squadra la fatina ha l'ansia da prestazione: se sbaglia, farà sbagliare tutta la squadra. E questo è un peso insopportabile.


c'è un arbitro apposta per fermare il timer ogni due-per-tre. che noia, poveretto. uh, c'è anche Lo Spantega: fascetta al braccio... scarpe enooormi... ha anche quel coso che mettono i pugili sui denti! certo che servirebbe a qualcosa se lo tenesse in bocca...che fesso!! e quell'altro?! ha la canottiera enorme!! sembra un poncho!! e il numero dodici? è un nanetto! come fa a giocare in mezzo a quei watussi?! ahah! il sette invece ha seri problemi di acne. percarità, ragazzo, fai qualcosa!


Ecco cosa succede a portare una Profana della pallacanestro a vedere due ore di partita.

martedì 22 gennaio 2008

Figo Fastweb


Il Michele ha deciso di passare a Fastweb.
A casa Pilar manca internet da una settimana.
Le due cose sono naturalmente collegate.

L'omino Fastweb citofona un lunedì mattina, e la mamma apre il cancello e gli va incontro solerte. Dopo tre secondi torna sciabattando verso Pilar e, occhi sbarrati e mimica agitata, esclama: "E' un figo!! E' un fiiiigo!!".
Sicchè la fatina s'aggiusta il ciuffo, ingoia l'ultimo boccone di colazione e sparecchia la tavola del banchetto mattutino. Urcaurcatirulero!
Ed ecco che il marcantonio fa la sua comparsa sulla soglia di casa, col suo carrellino e la tutona blu.
Il figo sarebbe codesto esemplare: capello tinto di BiondoBrutto (appariscente e finto), orecchini d'oro su entrambi i lobi, mascellona, loquacità da uomo post-glaciazione, stivali Durango.
Un coatto.
E vabbè.


L'omone in qeustione l'ha presa in giro dicendo che "oggigiorno internet è solo uairlèss".
L'omone in questione l'ha presa in giro perchè sulla tastiera del piccì della fatina manca la lettera B e ogni tanto s'incanta la O.
L'omone in questione l'ha presa in giro perchè il caffè era amaro e concentrato.
L'omone in questione s'è dimenticato di montare un'antennina, e adesso la fatina è senza Internet. Ma bravo!


Pilar trasmette solo dall'ingresso di casa, con un filo attaccato al piccì, col regal-didietro appoggiato su un mini sgabello.
Tornerà.
Prima o poi.