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domenica 13 gennaio 2008

Pilar, i malviventi e la dubbia carriera giornalistica


Pilar scrive per un giornale locale.
Non si conosce il motivo di tale Culo, ma le è capitata questa occasione, quindi non le è sembrato opportuno rifiutare. La fatina deve solo scrivere qualche pezzo di cronaca locale ogni tanto e un paio di storielle curiose sui paesi limitrofi, giusto per tappare i buchi delle pagine dedicate a queste cittadine un pochino noiose.
Sicchè la Pil s'è messa a scrivere quattro cazzate ogni tanto, giusto per ricordare che c'è anche lei. Così, senza troppo trasporto emotivo, la lady concedeva le sue Sacre Scritture agli occhi altrui, finchè un giorno le capitò di usare una parola.
Ora è necessaria una spiegazione. Perchè fino a quando scrivi di manifestazioni, mostre, eventi, personaggi strani... sei un semplice "spione di paese", nel senso buono del termine, percarità.
MA quando usi la parola malviventi, allora sei davvero un Giornalista di Giornale Locale.
Malviventi è stupendo.
Fa molto fumetto.
Fa molto Giornalismo Dei Bei Vecchi Tempi.

Non servono cartellini, tesserini, biglietti da visita.
E' quando scrivi malviventi che diventi un vero giornalista.

Per il prossimo articolo, cercherà di scrivere anche "malloppo", "gulp" e "era una notte buia e tempestosa".

venerdì 11 gennaio 2008

Micromocciosi


Nuovo incarico per Pilar: scuola materna.
Bèdda madre.
Ora deve rivedere tutte le regole, le abitudini... e le misure (i mocciosi sono davvero MICRO!)...

Alla scuola elementare la maestra arrivava con i lavori già preparati a casa, alle dieci emmezza si faveva l'intervallo, poi si lavorava, poi si andava in mensa, poi si giocava e poi si lavorava in classe.

Invece adesso la giornata-tipo della nuova maestra Pilar funziona così...
La fatina ritira i mocciosi dalla mensa, li porta in fila indiana in bagno, fanno la pipì, lavano le mani e cantano una canzone. Poi qualcuno va a casa. Benone.
Poi si gioca in salone: c'è la piscina con le palle di plastica, la sabbionaia, la capanna, la tenda degli indiani, la pista delle macchinine, i tappetoni per saltare e fare le capriole, i dondoli. Una figata.
Poi si rientra in classe e i più piccoli fanno un disegno o ne colorano uno fatto dalla Pil, mentre i più grandi fanno un lavoro sul libretto insieme alla maestra bellissima, giovanissima e splendentissima (sempre la Pil). Poi si fa merenda con pane, marmellata e Nutella. Poi si gioca in classe. Poi si va a casa.


Scuola materna... a vita!

sabato 1 dicembre 2007

Quella che la colazione la fa a casa


E' da un po'di tempo che la lady viene invitata a far colazione al bar.
Le colleghe: "Se al mattino arrivi 5 minutini prima, passa dal bar che beviamo il caffè insieme".

Sì, care: ciacolare e colazionare con voi prima di scassarsi il fegato sarebbe davvero piacevole.
Siete simpatiche e gentili, ma Pilar ora vi dice Tutta La Verità e Nient'Alto che La Verità. Poi la guarderete con gli occhioni sbarrati dall'incredulità, poi la compatirete e poi continuerete a volerle bene.
La Verità Secondo Pilar è che una colazione comediocomanda non si può assolutamente consumare in 5 minutini.
Sicchè la fatina sarebbe costretta ad alzarsi mooooolto presto per arrivare lì in tempo e consumare un lauto pasto. Nonèccosa.
LA SUA COLAZIONE richiede molto più di 5 scrausi minutini, perchè non si può colazionare con un solo caffè, soprattutto quando sai di dover badare a una banda di malefici gnomi che sprigionano narigio fracassandoti le balle. Di conseguenza, ultimamente la colazione di Pilar comprende tutto il necessario per affrontare serenamente la giornata lavorativa:

tazza di tè
biscotti burro e/o mandorle
crackers con Philadelphia e/o toast con prosciutto e sottiletta
eventualmente: un cioccolatino Kinder.

Capite bene che ciò richiede minimominimo 20 minuti.

In più, la lady trova assolutamente scomodo bere di corsa il caffè al bancone perchè
viene sempre sommersa dagli altri avventori del locale (che troppo spesso se la ritrovano sotto i gomiti), favorendo pericolosamente il rovesciamento della fumante bevanda*.
Molto meglio sedersi a tavola, con la tovaglietta e la tazza simpatica, magari concedendosi una chiacchierata (più o meno amichevole) con mamma e papà.

Eppoi a casa si può pure lavare i denti.
Perchè care colleghe è bene che sappiate una cosa: IL CAPPUCCINO FA VENIRE UN ALITO VOMITEVOLE. Cheddiamine: sapendo di dover parlare tutto il giorno pericolosamente vicino a colleghe e bambini, è meglio badare a certe "sottigliezze" (mica tanto sottili).


Detto ciò, non offendetevi se Pilar non viene a prendere il caffè con voi ogni mattina alle 8.

Cordiali saluti.



* la quale di solito predilige il maglione della fatina.

martedì 27 novembre 2007

For...che...tta!



Matematica.

Pilar tiene aperto il nuovo catalogo delle offerte del supermercato: il moccioso T. ha sempre avuto la manìa delle pubblicità (soprattutto in questo periodo, quando imperversano immagini e spot di giocattoli) e la maestra ne approfitta per fargli fare gli insiemi tagliando le figurine dai giornali.

Pil: in questo sacchetto devono entrare SOLO posate. Mi aiuti a riempirlo?
T: sese (ha sempre una gran voglia di lavorare)
Pil: che cos'è questa?
T: è una oètta
Pil: una...???
T: oètta!
Pil: no, dillo bene: FO...R...CHEEEEE...TTA!
T: oètta
Pil: dillo con me: FORRRRRR...
T: ...ètta!
Pil: no. Il gioco è questo: io dico FOR, e tu ripeti FOR. Proviamo: FOR...
T: è... tta!
Pil: dimmi FOR...
T: ...è... tta!
Pil: no, ripeti quello che dice la maestra Pilar: FOR...
T: ...è...tta!!!!!
Pil: no. Io dico FOR, tu dici FOR. Proviamo: FOR...
T: FOR...
Pil: (olèèè!!) CHE...
T: FOR...
Pil: (mapporc'!)


Santoddio, menomale che questa supplenza durerà ancora per poco.

sabato 24 novembre 2007

Pistulino


T: maestra, mi 'compagni in bagno?
P: perchè non vai da solo?
T: non si sa mai
P: (??) ok

T. entra nel bagno, Pilar resta fuori, accanto al lavandino.
P: hai fatto??
T: sìììì
P: tira sù le mutande, eh!
T: sese...

T esce dal bagno con aria colpevole e qualche goccia sui pantaloni della tuta.
P: ma te la sei fatta addosso??
T: eh, un po'... m'è scappato l'elastico... e anche il pistulino...
P: ohmmammamia
Il moccioso guarda la maestra dal basso.
T: sei 'rabbiata?
P: eh, un po'... adesso sei grande, devi stare bene attento...
T: va bene. Però adesso mi fa un po'male.
P: tanto o poco?
T: (ci pensa un po') è già passato.
P: ah, menomale. La prossima volta tieni bene l'elastico dei pantaloni.
T: devo tenere anche il pistulino?
P: sì, anche quello
T: sese.

martedì 18 settembre 2007

Non è cattiva (...è che la disegnano così)


Ha sopportato praticamente tutto.
Quando le ha fatto ripetutamente montare e smontare gli scaffali con le enciclopedie.
Quando l'ha trattata come una scema davanti agli utenti (salvo poi darle ragione in privato) e della fancazzista coi colleghi (salvo poi scusarsi faccia a faccia, ma questa è davvero troppo lunga per un Pilarpost)
Quando le ha fatto prendere improbabili giorni di ferie spezzettati qua e là
Quando l'ha umiliata dicendo che lei non ne capisce niente di libri e di come va il mondo, perchè è troppo giovane e "con una laurea così dove vuoi andare"
Quando l'ha fatta zampettare avanti e indietro per assecondare le sue lamentele continue
Quando non le chiedeva "mi passi quei fogli, per favore?" ma, con tono lagnoso:" mi pa-aaassi quei fo-òòògli-ii?"
Quando le ha fatto perdere mesi di tempo per stilare una lista di 500 dvd-che-bisogna-tenere-assolutamente, per poi liquidarla con "mha, non mi convince...per ogni film, dammi una spiegazione più che valida"

eccetera
eccetera
eccetera

Adesso, manca meno di una settimana.
Adesso, le fa i buffetti sulle guance, e le dice "Come mi mancherai" e "Se penso che tra poco non sarai più qui mi viene da piangere".

Pensieri di Pilar:
  1. prima mi tratti come una pezza per i piedi (e piedi siano, và, eliminiamo "culo")
  2. quando me ne vado, mi tratti come un bene prezioso
  3. giuda
  4. CHI CAZZO FA I BUFFETTI SULLE GUANCE??(soprattutto alle quasi-ex-dipendenti-sottopagate)