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domenica 22 febbraio 2009

Budino con surpràis


La Capa della famiglia c'ha un'amica un po'stramba. Fa la rilegatrice, vive sola coi suoi quattro gatti e chi la vede per la prima volta crede che sia una suora. Invece no, è solo singòl e si chiama P.
All'amica P. fa molto piacere ricevere inviti per cena o per pranzo e, forse per educazione o forse perchè crede di essere un'ottima cuoca, ogni volta desidera portare qualchecosadibuono.
Che poi: se insisti a portare qualchecosadibuono, significa che già ti aspetti di mangiare male?
Nel linguaggio di P., dicasi qualchecosadibuono una cosa fatta con materiale alternativo, biologico, insipido e possibilmente italiano; ed essendo una mattacchiona, si diverte a fare le sorprese.
Tipo: una volta aveva detto che portava le Lasagne-con-ingrediente-segreto. Arrivò con una teglia di pasta in bianco, senza sugo, senza besciamella, col latte e con un po'di pezzetti di carne scura qua e là. Quella volta avevano mangiato tutti lasagne al fegato. Fe-ga-to. Mica ragù. Fegato.
...che non so se mi spiego...

L'altro giorno, ricevuto l'invito, l'amica P. ha esclamato festante: porterò il mio Budino Con Surpràis!
E oggi è arrivata, con la terrina in mano.
A colpo d'occhio, era davvero budino.
Al caffè, vabbè, ma era budino. E poteva anche essere una buona idea, se non fosse che...

...che cos'era l'ingrediente segreto?!

A- una sorpresa dell'ovetto Kinder
B- una figurina iridescente di Totti
C- un anello tempestato di lapislazzuli e diamanti
D- una paciugata composta da: fette di pane in cassetta alle noci, uno strato di cacao, uno strato di marmellata di amarene (marmellata. di. amarene!), budino senza zucchero e vecchi chicchi di caffè.


Indovinate voi, dài.

*sob*

lunedì 23 giugno 2008

Nutriti tu che mi nutro io


Ok, siamo agli sgoccioli.
Mancano pochi giorni e Pilar dovrà esporre le sue stanche carni al sole e ai viventi.
Sorbole.
L'abbronzaturà sarà già pessima: tra il tempo pessimo dell'ultimo periodo e i mocciosi della scuola materna che "non possono giocare in giardino perchè sennò sudano", la fatina giungerà sui lidi estivi giallina come il risotto della cuoca Lina.
Che poi, si sa, gli scaccoloni sudano pure quando fanno pipì.
Tolta la carnagione mozzarellosa, quindi, almeno il fisico dovrà essere tonico.
TONICO?
No-no, carimiei, la Lady non è andata a correre per mesiemesi. Di tonico ha solo i lobi delle orecchie.
Sicchè, diamoci alla DIETA!
Sese.
Pilar ha cercato un po'di consigli su internet e sui giornaletti della sala d'attesa del medico.
Udite udite.
I nutrizionisti dicono che non è mica necessario mangiare poco.
Nono.
Bastano questi piccoli accorgimenti:
1- fare un'abbondante colazione
e qui siamo a Buonpunto... poi?
2- fare ogni giorno una doccia ghiacciata. lunga venti minuti.
e su questo ho già delle difficoltà, visto il lungo inverno trascorso dal dottore...
3- a metà mattina e a metà pomeriggio, spezzare la fame con UN FRUTTO.

Un fruttooo?
Ma siete scemi?
Cacchio significa mangiarsi un frutto così, da solo? Nè dolce nè salato? Senza arte nè parte?


Cari nutrizionisti delle mie infradito,
sappiate che alle dieci del mattino, ossia due ore dopo aver fatto colazione, il Signor Stomaco della Pilar è in grado di metabolizzare (più o meno decorosamente) un pacchetto di crèchèrz, mezzo litro di succo di frutta, una fetta di crostata e un tòst prosciutto e formaggio.
Tuttociò non fa altro che incrementare in modo esponenziale la sua fatata fame atavica, tanto che, se non fate finire questa dannata scuola materna, prima o poi si mangia pure uno smoccoloso.
Arrivederci e grazie.

giovedì 10 aprile 2008

Costanza e sparizioni


Hai passato l'ultimo fine settimana abbracciata a Viccì.
Perchè Viccì è il nome che hai pensato bene di dare al tuo WC, visto che oramai passavate tanto tanto tempo insieme.
Sei stata 3 giorni senza toccare cibo e bevendo il minimo indispensabile, che sennò interveniva Amnesty International.
Gli altri 4 giorni ti sei nutrita di riso in bianco scondito, carotine bollite e fettine di mela. Trasparenti, che sennò tornavi a trovare Viccì.
Cinque di questi giorni li hai passati a spadellare in cucina, perchè tu sei quella che siccome che non c'ho niente da fare, faccio da mangiare... ma siccome non potevi mangiare nulla di tutto ciò, hai nutrito tutto il vicinato.
Mabrava!
E quando il tuo dottore ti diceva bravissima! continua così, e vedrai che quando questo virus ti passerà... apprezzerai ancora di più quello che mangi! (come se ne avessi bisogno...) tu ci credevi e te lo ripetevi mentalmente per farti coraggio.
E quando la mammina ti guardava compassionevole mentre mangiava la carbonara... tu cercavi di resistere e ingoiavi riso bianco pensando che ogni chicco fosse un cubetto di pancetta abbrustolita...
Complimenti!
E quando il papo ti passava vicino porgendoti pacchetti di cioccolatini Lindor, ovetti di cioccolata, wafer, fette di colomba e sfogliatine... tu, sforzandoti di essere cieca, cercavi di non vederli neanche.
Congratulazioni!
Quanta costanza!
Quanto coraggio!
Quanta determinazione!

Sese.
E dov'è che hai messo la fettona torta panna e fragole delle Winx che ti ha portato la tua piccola vicina di casa?
Dove l'hai messa, Pilar??!

lunedì 7 aprile 2008

Il Mega Tubo infernale


A Natale Pilar aveva espresso il desiderio di ricevere in regalo degli stampini per fare i biscotti.
La mamma, povera lei, non voleva limitarsi a donare alla su' figliola (con lo sfriso della cuoca) delle miserrime formine a forma di cuoricino o stellina che sia, del valore di 1 Euro e 45 cetesimi.
Giammai!
La mamma ha pensato bene: crepi l'avarizia! adesso regalo alla mia cara Pil Il Regalo Che Non S'Aspetterebbe Mai!
Trattasi di un mega tubo in alluminio dotato di due rotellone, un manico e 25 dico 25 forme diverse per fare i biscottini. 45 EURO.
Funziona un po'come con la macchinetta del Didò: si riempie il tubo con la pasta dei biscotti, in una rotella si mette lo stampino preferito, poi si schiaccia il manico e... vualà! Ti escono tanti dolcetti perfetti, identici. Un po'come quelli fatti con la pasta di mandorle.
Fico! Pensa la Pilar, negli occhi il guizzo della cuocafolle.

La sòla era evidentemente dietro l'angolo.
Perchè la pasta che va inserita nel mega tubo deve essere mollissimissima per poter essere schiacciata a dovere ma non troppo molle, sennò per staccarla dal tubone ti servono coltello e paletta.
Insomma ti escono sì dei biscottini graziosi, ma solo dopo esserti rinchiusa in cucina 3 ore, esserti procurata i calli sulle mani, esserti fatta venire la tendinite, aver sudato come 4 cammelli e aver scomodato tutti i santi del calendario... e alla fine quei biscotti non li vuoi neanche vedere sulla figurina! Li detesti.
E finisce che se li mangiano tutti gli altri.
E avrai dolori indicibili ai muscoli delle braccia.

Ma la mamma non poteva regalare dei semplici stampini del menga??!

martedì 5 febbraio 2008

Son tempi duri.


Il Michele è pensionato. Ragionperlaquale a lui spetta il compito di fare la spesa.
A lui: l'uomo col braccio talmente corto che non può nemmeno scaccolarsi.

Allora, s'è cominciato a far colazione con i Pandistelle.
Buoni. Troppo.

Poi ha trovato in offerta speciale un megapacco di biscotti fracassati, quelli scartati perchè impresentabili per una confezione normale.
"Oh, ma questi sono di marca!!".

C'è stato un periodo, invece, in cui in casa si trovavano ventidicoVENTI pacchi di Pavesini. Quei cosi inspiegabilmente sottili e allo stesso tempo pesanti come macine.

Un'altra volta il capofamiglia è tornato tronfio dal supermercato esclamando: "Niente biscotti, ma CROSTINI INTEGRALI! I crostini integrali fanno bene! Quest' sò tutt'fibbre!".
E la fatina pucciava 'sti crostini nella tazza. Col tè.
"Pà, ma che ho fatto?".
"Coooooom'? Che è, mmò 'a pringipess' vuole solo il tè coi bbiscottini scìc! Sei stata abbitutata tropp' bbene! Ai miei tempi..."


Questa settimana Pilar s'è trovata davanti una confezione di freselle.
Adesso però è contenta, perchè dopo aver toccato il fondo... si può solo risalire*!




(... le ultime parole famose...?!)

domenica 6 gennaio 2008

Basta, vi prego.


Nessuno credeva alle proprie orecchie.
Mamma: Pil, stai bene?
Zia: ti senti male?
Papo: che hai detto??
Sorella: e-eh?
Cugino: come??

Pil: "Basta, vi prego. Sono piena."

Incredibile.
Oggi, alle tre meno un quarto, lo stomaco della fatina ha dato la resa.

sabato 1 dicembre 2007

Quella che la colazione la fa a casa


E' da un po'di tempo che la lady viene invitata a far colazione al bar.
Le colleghe: "Se al mattino arrivi 5 minutini prima, passa dal bar che beviamo il caffè insieme".

Sì, care: ciacolare e colazionare con voi prima di scassarsi il fegato sarebbe davvero piacevole.
Siete simpatiche e gentili, ma Pilar ora vi dice Tutta La Verità e Nient'Alto che La Verità. Poi la guarderete con gli occhioni sbarrati dall'incredulità, poi la compatirete e poi continuerete a volerle bene.
La Verità Secondo Pilar è che una colazione comediocomanda non si può assolutamente consumare in 5 minutini.
Sicchè la fatina sarebbe costretta ad alzarsi mooooolto presto per arrivare lì in tempo e consumare un lauto pasto. Nonèccosa.
LA SUA COLAZIONE richiede molto più di 5 scrausi minutini, perchè non si può colazionare con un solo caffè, soprattutto quando sai di dover badare a una banda di malefici gnomi che sprigionano narigio fracassandoti le balle. Di conseguenza, ultimamente la colazione di Pilar comprende tutto il necessario per affrontare serenamente la giornata lavorativa:

tazza di tè
biscotti burro e/o mandorle
crackers con Philadelphia e/o toast con prosciutto e sottiletta
eventualmente: un cioccolatino Kinder.

Capite bene che ciò richiede minimominimo 20 minuti.

In più, la lady trova assolutamente scomodo bere di corsa il caffè al bancone perchè
viene sempre sommersa dagli altri avventori del locale (che troppo spesso se la ritrovano sotto i gomiti), favorendo pericolosamente il rovesciamento della fumante bevanda*.
Molto meglio sedersi a tavola, con la tovaglietta e la tazza simpatica, magari concedendosi una chiacchierata (più o meno amichevole) con mamma e papà.

Eppoi a casa si può pure lavare i denti.
Perchè care colleghe è bene che sappiate una cosa: IL CAPPUCCINO FA VENIRE UN ALITO VOMITEVOLE. Cheddiamine: sapendo di dover parlare tutto il giorno pericolosamente vicino a colleghe e bambini, è meglio badare a certe "sottigliezze" (mica tanto sottili).


Detto ciò, non offendetevi se Pilar non viene a prendere il caffè con voi ogni mattina alle 8.

Cordiali saluti.



* la quale di solito predilige il maglione della fatina.

venerdì 30 novembre 2007

*E il miracolo avvenne*


Metà del giorno libero.
Due ore di lavorazione, una di riposo in frigo e 45 minuti di cottura.
Quasi un panetto di burro e un intero vasetto di Nutella.
Qualche "porcoqui" e "porcolì", con conseguenti sganassoni da parte della Sciura*.
Ma alla fine, il miracolo avvenne.
La crostata alla Nutella non s'è frantumata sotto le grinfie della fatina, non è diventata dura come la sua zucca ed è cotta anche benone.
Gioia e giubilo.

Questa sera la Signora Crostata verrà sottoposta al Giudizio del Corazòn Espinado, noto per i suoi nefandi giudizi riassumibili nell'universale espressione "Chemmèrda!".
Se stasera il Bandolero Stanco oserà pronunciare tale scempiaggine, verrà definestrato immediatamente, e il mondo intero potrà udire le sue grida di dolore.

Così sia.





*La Sciura = la mamma

giovedì 11 ottobre 2007

Questione di frolla


Se Pilar si mette in testa 'na cosa, non gliela levate neanche a mazzate.
E' una crapona all'ennesima potenza.
Bene, oggi è ammalata (ed è il suo giorno libero, ma queste sono inutili sottigliezze) ha voluto cimentarsi in cucina. Idea: fare una crostata come-dio-comanda.
E così sia.
Ricetta per la pasta frolla (presa dal sito di Gennarino)*:

Prima di tutto, preparare il burro. Con l'aiuto di un coltello piuttosto grosso, tagliarlo prima a bastoncini (grandi, se possibile, poco più di un fiammifero) e poi a dadini.
Sì, ok. PERò come diavolo si fa a fare dei fiammiferi di burro?? Ok, passa subito ai dadini piccini picciò... peccato che alla fatina venga fuori un ammasso appiccicaticcio, di cui la metà rimane sul coltello. E vabè.

Il burro va poi sfregato tra i polpastrelli, con un movimento delle dita simile a quello con cui si indicano i soldi in modo da ottenere uno sfarinato grumoso simile a quello della foto.
A parte che vi siete dimenticati di dire che avete aggiunto la farina (!!), alla Pil sono venuti fuori solo delle mega-palle di burro e A PARTE dei rimasugli di farina.
E vabè.

Disporre quindi lo sfarinato a fontana e setacciarvi sopra lo zucchero a velo.
Sì, sì, lo zucchero sarà pure setacciato, ma il composto è secco e sparpagliato su tutto il tavolo, dannazione. Pilar cerca quindi di ammucchiare tutto in un punto e alla fine, anche se malamente, il tutto assomiglia PIù O MENO a un vulcano piccolopiccolo.
E vabè.

Aggiungere ora i tuorli d'uovo, l'aroma prescelto (in questo caso: buccia di arancia grattugiata) e dare una prima lavorata al composto (aiutandosi con una forchetta o un cucchiaio). Una volta che l'uovo si sia quasi del tutto incorporato al resto degli ingredienti, dare una VELOCISSIMA impastata con le mani (ricordando che meno si lavora la pasta frolla, meglio è)... fino a quando l'impasto non assuma l'aspetto della foto.
A questo punto, interviene la famosa idiosincrasia della Lady: arancia?? Giammai!! Via l'aroma. Meglio rimanere sul semplice. Così si mette ad impastare tutto, MA una volta l'uovo non si mescola bene al resto, venti volte perde pezzi di farina che va a finire in ogni dove, una volta si ferma per assaggiare un po'di burro+zucchero che s'è fermato tra le dita fatate.. insomma, PASSA UN PO'DI TEMPO... ecco, magari non è stata proprio VELOCISSIMA (si sa che ha bisogno dei suoi tempi...) però alla fine riesce ad ottenere una specie di palloccia appiccicosa/secca che non assomiglia un granchè a quella della foto, ma Pilar dà la colpa ai trucchi fotografici che si usano oggigiorno.
E vabè.

Insomma, alla fine il risultato non è stato dei migliori:
  • la pasta non era abbastanza: la fatina è riuscita appena a coprire il fondo della pentola, sicchè l'ha dovuta cambiare più volte prima di trovare quella giusta.
  • più che a una pasta frolla, assomigliava a una torta Sbrisolona: immangiabile a fette, ma sbocconcellabile un pezzetto per volta
  • è grondante di burro, ma questo è un particolare del tutto irrilevante
  • non sa di nulla. Forse l'aroma all'arancio ci andava davvero.

...E VABé...



*Non so se avete notato, ma la Lady sta imparando a fare i link!!!

domenica 19 agosto 2007

Lei ti odia


Lei ti odia, Pil.
Devi averle fatto qualcosa, perchè t'assicuro che ti odia.
E' più forte di Lei: deve sbatterti in faccia la realtà per poi nutrirsi del tuo imbarazzo.

Lei è spietata.
A Lei non interessano le tue scuse: per Lei non cambia nulla se le propini le tue scuse.
Non gliene frega un tubo se hai mangiato tutte le salsicce offerte dalla zia, o se ti sei scofanata i provoloni portati dalla nonna.
Non gliene frega neanche della parmigiana dell'Enoteca "carinacarina".
E non perdere tempo a cercare di spiegarle che ogni tanto la dieta e lo sport bisogna anche interromperli.
E non raccontare neanche dei tortini al cioccolato, degli Gnumeridd* e delle bibite freschefresche, perchè tanto la realtà rimane quella che è.
E Lei te la mostra.
Impietosamente.

Porca paletta.
Scoppia, brutta macchinaccia.


*Chiamansi Gnumeridd dei piccoli involtini di fegato e polmone di capretto o agnello. Una delizia, soprattutto quando non si sa ancora cosa si sta masticando...!

giovedì 19 luglio 2007

E fu così che cadde impietosamente


Alle 10,25 di ieri mattina Pilar stava al mare. O almeno, era convinta di essere sdraiata sulla spiaggia, con attorno gli schiamazzi della gente, coi piedi sulla sabbia e il mare proprio di fronte a lei. Invece poi s'è svegliata, e attorno a lei c'erano le segretarie della scuola che le sorreggevano i piedi, la direttrice che le tirava qualche sberla, la sua amica che le teneva la mano e la bidella che diceva le preghiere.
Cazzo, è successo. Che ffigura di mmè...
Le era già capitato di sentirsi un po'fiacca al mattino, ma mai così a lungo e così pesantemente.
E'successo che ha perso i sensi, per due o tre minuti è stata al mare, e poi è tornata tra noi.
Solo che non rinveniva. Anzi, ogni tanto sbarellava ancora per un po':lei ce la metteva tutta, ma proprio non riusciva ad alzarsi, nè a muovere le braccia e le gambe.
E'arrivato il dottore*, ma non ha potuto fare altro che chiamare l'ambulanza.
Le avranno chiesto mille di volte se aveva fatto colazione, se mangia, se si nutre adeguatamente.
Diamine, non sono grassa, ma non sto messa così male...

Alle 11,15 Pilar veniva trasportata in ambulanza all'ospedale di Lecco.
Non si sa come, ma lì dentro tutti conoscevano suo padre: dopo essere stato ripetutamente bocciato all'esame per far parte della Croce Verde, il signor Michele ha gettato la spugna. A quanto pare, le sue prodezze mostrate agli esami sono ormai leggenda.
Sorvoliamo, grazie...

Pilar veniva lasciata tutta sola sulla barella fino alle 13. Ormai s'era già ripresa pienamente, ma lì dentro non la cagava proprio nessuno. Alle 13 e 30 scendeva, si rimetteva le infradito, andava a fare la pipì e se ne usciva, senza che nessuno degli otto dottori e quattro infermieri presenti pronunciasse favella.
Andava dalla sua mamma, la tranquillizzava, prendeva una brioche, una cioccolata e un succo.
Nel frattempo, dava un'occhiata al popolo che bazzicava lì in giro: la vecchina che tutti conoscono e che nessuno degna di un'occhiata, il bambino vivace che s'è spaccato la testa, il boy-scout che s'è rotto il ginocchio, la signora con le vertigini, quello che se la fa addosso, la signora incinta che va sempre in bagno, il clandestino col carabiniere che lo strattona, la turista tedesca che s'è spaccata la testa mentre faceva sci d'acqua al lago, due incidentati che s'insultano, un venditore di rose.
No guarda, non sono mica così grave...
Alle 15,30 qualcuno finalmente emergeva dal bancone.
Infermiera: Dov'è la sincopeeee?
Pil: ?!
Infermiera: dov'è Pilar, la sincopeee???
Pil: son qua!
Infermiera: Ma tu non stavi male??
Pil: sono stata male stamattina.
Infermiera: e hai pure mangiato??
Pil: scusi, eh, ma mi avete chiesto mille volte se mi nutro adeguatamente e poi mi piantate sulla barella fino alle tre?? Se non mangiavo svenivo un'altra volta, nèh!
Infermiera: (...) Bhè, hai ragione.

Così la portavano a provare la pressione, a fare il cardiogramma poi via, una bella flebo!
Facciamo notare: la fatina s'è sentita male alle dieci emmezza, ed è stata visitata alle quattro...
E se non lo avessero chiamato PRONTO SOCCORSO??



*Retroscena successivamente svelato dall'amica Simona: il dottore in questione aveva la patta dei pantaloni generosamente aperta.Cielo, un po'di contegno: è in presenza di una Lady!!