mercoledì 16 gennaio 2008

Papaveri e papere. Ovvero: quel gran pezzo della Pilar


Interno scuola materna.
Giorno piovoso.
Capelli attapirati, naso intasato.
Pilar seduta sul tappetone a farsi passare le macchinine lungo le gambe da N. e a pettinare i capelli della principessa J.
Entra la cuoca col quadernone delle presenze, guarda Pilar e si mette a ridere sonoramente. Poi si rivolge alla collega dicendo: "Ma lo sai che io conosco questa ragazza da quando faceva le elementari??"
Collega M.: "Ah sì? Era carina?!"
Cuoca: "Noooo!! Ahahahah! Era GOFFA e BRUTTINA! Mamma mia, come si è sviluppata! Ahahah! Guarda un po' com'è diventata: UN GRAN PEZZO DI RAGAZZA! Era bruuutta, magrolina e goffa (aridaje...)... e guarda come s'è messa bene!".
E dopo questa discarica di commenti, la donna piglia le sue robe e se ne va ridendo.


Collega M.: "Pil, prendila come un complimento."
Pil: "S-sì. Sigh. Un complimento. Sniff."

martedì 15 gennaio 2008

I film Di Paura


Adesso, non è che il trailer di un film deve dire proprio tuttotutto... però dovrebbe perlomeno far capire di che razza di film si tratta.
Il film in questione è "Io sono leggenda".
Dal trailer non si capisce una mazza: c'è Will Smith che corre, un tizio che urla, un leone che si mangia una gazzella, New York deserta. Fine.
Dunque la fatina si cerca una recensione su internet, proprio prima di andare al cinema col suo Corazòn Espinado, e riesce a trovare questa:

“Il mio nome è Robert Neville. Sono sopravvissuto e sto a New York City. Se c’è qualcuno la fuori… chiunque. Vi prego. Non siete soli…” New York, 2012. Il 90% della popolazione mondiale è morta a causa di un terribile e irrefrenabile virus, nato da quella che inizialmente sembrava essere una scoperta sensazionale della medicina moderna: un virus sviluppato quindi dall’uomo per combattere il cancro. GENERE: THRILLER.


Sicchè la Lady zampetta al cinema insieme al Mister il quale, appena prima di entrare nella sala, ha l'accortezza di chiederle, con sguardo dubbioso: "Ma... sei sicura? Non è che poi hai paura?"... e lei, di tutta risposta: "Ma dai, è un thriller! Mica sono una cacasotto!".

Ecco, appunto.
Focalizziamoci su questo colorito termine: dicesi Cacasotto una persona che va a vedere un film e poi se la fa addosso dalla paura, tanto da non dormire la notte.
Effettivamente, tale termine non si addice alla Pil.
Lei è una Babbazzacacasotto, che si differenzia dalla semplice Cacasotto per le seguenti caratteristiche:
  1. legge una sola recensione, trovata sul primo sito dell'elenco.
  2. nonostante la laurea conseguita nell'indirizzo in "Storia e conservazione dei beni teatrali, cinematografici e televisivi" (con tanto di laboratorio tenuto dall'esimio Morandini!) non capisce che il genere THRILLER contempla film ben diversi da Ocean's Eleven e Miami Vice.
  3. si fida del trailer cazzuto.
  4. non fa caso agli avvertimenti del Fratello Maggiore e allo sguardo dubbioso del proprio Matador.
  5. deride le persone terrorizzate che escono dallo spettacolo precedente.


Epilogo della serata: la lady temporeggia in macchina col suo cavaliere (il quale, a un certo punto, deve definestrarla dal veicolo), rischia di rompersi gli arti inferiori correndo a perdifiato sulle scale della cantina (noto antro buiobuio della casa), sveglia la famigliola accendendo tutte le luci del castello, dorme sì e no 4 ore, ma con un occhio aperto e uno chiuso.


...Ebbrava la fatina che fa la spavalda!!

domenica 13 gennaio 2008

Pilar, i malviventi e la dubbia carriera giornalistica


Pilar scrive per un giornale locale.
Non si conosce il motivo di tale Culo, ma le è capitata questa occasione, quindi non le è sembrato opportuno rifiutare. La fatina deve solo scrivere qualche pezzo di cronaca locale ogni tanto e un paio di storielle curiose sui paesi limitrofi, giusto per tappare i buchi delle pagine dedicate a queste cittadine un pochino noiose.
Sicchè la Pil s'è messa a scrivere quattro cazzate ogni tanto, giusto per ricordare che c'è anche lei. Così, senza troppo trasporto emotivo, la lady concedeva le sue Sacre Scritture agli occhi altrui, finchè un giorno le capitò di usare una parola.
Ora è necessaria una spiegazione. Perchè fino a quando scrivi di manifestazioni, mostre, eventi, personaggi strani... sei un semplice "spione di paese", nel senso buono del termine, percarità.
MA quando usi la parola malviventi, allora sei davvero un Giornalista di Giornale Locale.
Malviventi è stupendo.
Fa molto fumetto.
Fa molto Giornalismo Dei Bei Vecchi Tempi.

Non servono cartellini, tesserini, biglietti da visita.
E' quando scrivi malviventi che diventi un vero giornalista.

Per il prossimo articolo, cercherà di scrivere anche "malloppo", "gulp" e "era una notte buia e tempestosa".

venerdì 11 gennaio 2008

Micromocciosi


Nuovo incarico per Pilar: scuola materna.
Bèdda madre.
Ora deve rivedere tutte le regole, le abitudini... e le misure (i mocciosi sono davvero MICRO!)...

Alla scuola elementare la maestra arrivava con i lavori già preparati a casa, alle dieci emmezza si faveva l'intervallo, poi si lavorava, poi si andava in mensa, poi si giocava e poi si lavorava in classe.

Invece adesso la giornata-tipo della nuova maestra Pilar funziona così...
La fatina ritira i mocciosi dalla mensa, li porta in fila indiana in bagno, fanno la pipì, lavano le mani e cantano una canzone. Poi qualcuno va a casa. Benone.
Poi si gioca in salone: c'è la piscina con le palle di plastica, la sabbionaia, la capanna, la tenda degli indiani, la pista delle macchinine, i tappetoni per saltare e fare le capriole, i dondoli. Una figata.
Poi si rientra in classe e i più piccoli fanno un disegno o ne colorano uno fatto dalla Pil, mentre i più grandi fanno un lavoro sul libretto insieme alla maestra bellissima, giovanissima e splendentissima (sempre la Pil). Poi si fa merenda con pane, marmellata e Nutella. Poi si gioca in classe. Poi si va a casa.


Scuola materna... a vita!

domenica 6 gennaio 2008

Basta, vi prego.


Nessuno credeva alle proprie orecchie.
Mamma: Pil, stai bene?
Zia: ti senti male?
Papo: che hai detto??
Sorella: e-eh?
Cugino: come??

Pil: "Basta, vi prego. Sono piena."

Incredibile.
Oggi, alle tre meno un quarto, lo stomaco della fatina ha dato la resa.

sabato 5 gennaio 2008

La felicità è un paio di scarpe


Pilar le stava cercando da un sacco di tempo, le fetenti.
Erano mesi che, con lo sguardo allucinato, faceva la posta al QuelNegozio: le scarpe diminuivano, diamine, ma non poteva permettersele.
E'una manìa, non posso cedere!
Così, aspetta che ti aspetta... temeva di non farcela a comprarle, perchè QuelleScarpe (che NON sono quelle nella foto) sono ambitissime da ben tre categorie di persone:
1- le sedicenni fighette
2- le tardone che vogliono fare le ggiòvani
3- le sceme con l'ossessione compulsiva delle scarpe (hem.)

In barba a tutti i suoi princìpi, la fatina aveva addirittura pensato di imboscare l'oggetto del desiderio da qualche parte nel negozio, per poi tornare a ripescarle coi saldi.
Ma si sa che è una cacasotto.

Temeva persino di aver commesso il fatale errore, perdendo nientepopodimenoche UN'ORA precisa precisa a fare la coda alle casse di Quell'AltroNegozio.
Merdamerdamerda*... così temeva che gliele avesse spazzate via qualche svampitella sedicenne.
Dunque si è fiondata dentro QuelNegozio e ha cercato, cercato... ma di QuelleScarpe non c'era l'ombra.
Anche il Cavalier, per quanto cortese sia, porèllo, stava perdendo la pazienza.
Quand'ecco che, dall'alto dell'indistruttibile armatura, Egli vede il bersaglio e, senza perdere tempo a chiamare la Pilar (si sa che ora che si ripiglia quella...!), afferra l'Oggetto del Desiderio del colore perfetto e del numero esatto.
TOMBOLA!
Sono sue.
Incredibile ma vero.

Il mio tessssòroooh!


P.S.: hem... per chi volesse farle un regalo... hem... la fatina porta un 37 fatato.



* Versione volgareggiante di Mumblemumblemumble

giovedì 3 gennaio 2008

Primo


Alle ottoemmezza Pil si sveglia.
La faccia spiattellata sul cuscino, la bocca secca semiaperta, gli occhi ridotti a una fessura.
I suoi genitori stanno tenendo una conversazione sulle scale di casa, proprio accanto alla sua stanza.
"Li prendo i guantiiii?"
"Sììì, mettili, che fa freddo!"
"No, ma chellimettoaffare?!"
"E allora fai quello che vuoi!"


Ha i capelli appiccicati alla faccia, un piede gelido che penzola fuori dal piumone e la felpa del pigiama mezza arrotolata.
Doom da da di da di Doom da da di da di...


Cos'è 'st'odore?
Cotechino?
Cotechino!
Ca**, ancora cotechino.
Everybody's gonna love today, Gonna love today, gonna love today...


Si gira su un fianco.
Adesso a casa c'è silenzio.
Ma chiccavolo sta ascoltando Mika? Anyway you want to, anyway you've got to, Love love me, love love me, love love.


Rimette il piede sotto le coperte.
Dorme.
I've been crying for so loooong, Fighting tears just to carry o-oon, But now, but now, it's gone away...


Un megapetardo scoppia vicino alla finestra della fatina.
"All'anim' 'i chi t'è mmuort'!"*
Indubbiamente, il papo sa sempre come rispondere a tono.
Everybody's gonna love today, love today, love today...
Dorme.


Poi si risveglia convinta di avere un braccio morto, ma decide che non è ora di smuoverlo. "Non importa, adesso non mi serve".
Anyway you want to, anyway you've got to, Love love me, love love me, love love...


Riprende l'uso del braccio sinistro un quarto d'ora dopo, quando decide che le serve urgentemente per soffiare il naso. Il moncherino viene riesumato da sotto il cuscino, massaggiato grossolanamente e subito utilizzato.
Momma, momma papa, shock shock me, Shock shock me, shock shock...


Alle dieci si rende conto che Mika ce l'ha nella testa.
Direi che è ora di alzarsi, Pil.
Buon anno.
Doom da da di da di Doom da da di da di Doom da da di da di Doom da da di da di...




*Trad letterale dal casertano: "All'anima di chi ti è morto!"(ndP)